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	<title>Nerdsopolis &#187; Garbo di Neve</title>
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	<description>Klaatu barada nikto!</description>
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		<title>Mac Mazzieri: no, non è della Apple.</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 09:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pongi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Garbo di Neve]]></category>
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		<description><![CDATA[Girovagando per l&#8217;immensa rete internet non ho trovato molto su questo fantastico artista Pavullese (MO), che tra le altre cose, ha anche disegnato la copertina di un album &#8220;Uomo di Pezza&#8221; delle Orme, esponenti del progressive rock italiano. Mi è bastato questo per decidere che, in quanto artista di nicchia, deve essere adottato dalla comunità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Girovagando per l&#8217;immensa rete internet non ho trovato molto su questo fantastico artista Pavullese (MO), che tra le altre cose, ha anche disegnato la copertina di un album &#8220;Uomo di Pezza&#8221; delle Orme, esponenti del progressive rock italiano. Mi è bastato questo per decidere che, in quanto artista di nicchia, deve essere adottato dalla comunità nerdsopoliana, e decidere di scriverne subito un articolo, spinto anche dal <a href="http://www.nerdsopolis.net/wp/2009/03/26/prog/">precedente articolo dello Zobo sulla musica progressive</a>.</p>
<p>Traggo qualche riga di biografia dal suo <a href="http://www.macmazzieri.com" target="_blank">sito ufficiale</a>:</p>
<blockquote>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 304px"><img title="Walter al lavoro" src="http://www.macmazzieri.com/macallavorovenezia.jpg" alt="Walter al lavoro" width="294" height="301" /><p class="wp-caption-text">Walter al lavoro</p></div>
<p>Da ragazzo, data la povertà della famiglia dovette fare i più diversi mestieri, vivendo in un mondo contadino di antica mentalità ma ricco di favole e leggende, di cavalli e colombe. Cominciò a disegnare, copiando i fumetti, intorno ai dieci anni; quindi, trasferitosi a Pavullo, frequentò per qualche tempo l&#8217;Istituto d&#8217;Arte &#8220;Adolfo Venturi&#8221; di Modena.</p>
<p>Fece la prima mostra a quindici anni, con quadri di un rustico realismo.</p>
<p>La sua personalità esplose verso il 1968, e suscitò molto interesse grazie anche a una mostra tenuta a Milano nel 1971. Da allora (pur continuando a viaggiare in Europa e in Africa per visitare città e musei) ha lavorato tenacemente, allestendo personali sia in Italia che all&#8217;estero. Mazzieri è morto a Pavullo il 21 novembre 1998.</p></blockquote>
<p><span id="more-1409"></span>Le sue opere sono percorse da alcuni tratti che nascono dalle sue esperienze di vita, soprattutto dall&#8217;infanzia: primo fra tutti l&#8217;elemento rurale, che fa spessissimo degli animali (o trasformazioni di essi) i protagonisti delle sue opere. La provenienza da un remoto borgo medioevale di campagna, la dedizione della famiglia e dei primi anni di vita ai lavori rurali, ha impresso un marchio indelebile nelle figure umane dei suoi quadri: le grandi mani nodose, simbolo della fatica e del lavoro intenso, sono un rimando continuo alla sua origine.</p>
<div id="attachment_1685" class="wp-caption alignleft" style="width: 133px"><a href="http://www.macmazzieri.com/lecitta.html"><img class="size-thumbnail wp-image-1685" title="citta1" src="http://nerdsopolis.files.wordpress.com/2009/04/citta1.jpg?w=123" alt="citta1" width="123" height="95" /></a><p class="wp-caption-text">Le città hanno regalato la piazza alla luna</p></div>
<p>L&#8217;ambientazione delle sue opere è un altro segno distintivo: la notte, il sogno, il mondo fantastico. Anche qui è l&#8217;infanzia di Walter a segnarne il percorso artistico, tramite il ricordo di racconti, sogni e favole, e a rendere così stranianti le tavolozze di colore usate, con cieli rosa e pelli blu, animali verdi ed erba marrone. Le forme, morbide, sinuose e continue, rendono l&#8217;idea dell&#8217;esperienza liquida, senza soluzione di continuità, che caratterizza i sogni, accomunando soggetti lontani, significati distanti e giustapponendo figure che trovano solo nella fantasia del sogno la loro ragione.</p>
<p>Legato al tema degli animali e del sogno c&#8217;è la deformità e la mostruosità dei suoi soggetti, spesso consapevoli della loro sgradevolezza ma espressivamente mesti, segnati da tristi destini. La loro situazione dis-umana li rende estremamente timidi, dolci, spesso contorti in una posizione di paura, timore di destare fastidio nell&#8217;osservatore. Il dna di questi mostri gli deriva probabilmente dall&#8217;incontro con le opere romaniche o gotiche del Modenese, nelle chiese del frignano oppure dal bestiario stesso del Duomo di Modena: anche questo incontro diventa stemperato e onirico perchè è per l&#8217;autore un ricordo di infanzia, da cui provengono anche gli altri temi.</p>
<p style="text-align:center;">
<div id="attachment_1690" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.macmazzieri.com/garbodineve.html"><img class="size-medium wp-image-1690" title="garbo2" src="http://nerdsopolis.files.wordpress.com/2009/04/garbo2.jpg?w=300" alt="Garbo di Neve" width="300" height="147" /></a><p class="wp-caption-text">Garbo di Neve</p></div>
<p>In <a href="http://www.macmazzieri.com/garbodinevez.html">Garbo di Neve</a> si ritrova un elemento della figura femminile e dell&#8217;erotismo ad essa legato: la ragazza, di lato, è dilaniata dalla paura, dal fascino e dal rimorso dell&#8217;incontro con la figura centrale, l&#8217;uomo mostro, deforme ed enorme. Al centro questa figura rivela contemporaneamente alla ragazza e allo spettatore la sua vera natura, celata invece nei due &#8220;momenti&#8221; laterali nella facile allegoria dell&#8217;uccello rapace, mentre spettatrice impotente della crudeltà diventa la natura, personificata nella luna che versa una lacrima guardando la ragazza che rifugge il rapace.</p>
<p>L&#8217;uomo mostruoso di Garbo di Neve è diventato l&#8217;Uomo di Pezza delle Orme, che ne raccontano gli abusi nell&#8217;album omonimo che ho citato a inizio articolo; è così che per ancora una volta l&#8217;arte sognante, onirica e surrealista di tanti autori visuali e altrettanti autori musicali. Il doppio senso, la rottura degli schemi classici, l&#8217;accostamento di generi diversi e il forte distaccamento tra i significati, al limite tra l&#8217;ermetismo e il surrealismo alla Magritte sono a mio parere degli elementi forti di unione tra questi artisti, ed è esattamente per questo che li adoro. Entramba.</p>
<p><em>Tutte le immagini provengono dal sito della <a href="http://www.macmazzieri.com/" target="_blank">Fondazione Walter Mac Mazzieri</a>.</em><em><br />
</em></p>
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