Progressive Rock
In questo post vorrei parlare di un genere di musica cui sono molto legato: il PROGRESSIVE ROCK. (per quelle poche persone che non sono riuscite a focalizzare l’argomento di cui parlo, cito Pink Floyd e Genesis… Capito ora?)
Lo scrivo su Nerdsopolis proprio perche’ ritengo che il Progressive sia una perfetta metafora del nerd: una musica colta, appassionata di libri fantasy, spazzata via dalla brutalità e immediatezza del punk.
Ma approfondiamo con calma l’argomento.
Il Progressive nasce verso la fine degli anni ’60. Gia’ nel 1967 iniziavano a germogliare i primi tentativi di Progressive (Moody Blues ad esempio), ma e’ nel 1969 che esplode veramente come fenomeno. E’ un fenomeno che si sviluppa quasi unicamente in Gran Bretagna: infatti sono pochissimi i gruppi che possono vantare una certa rilevanza al di fuori della perfida Albione. Forse solo in Italia i semi del progressive trovano terreno fertile: troviamo quindi Premiata Forneria Marconi, Banco del Mutuo Soccorso, Franco Battiato, Delirium (Jesahel, ve la ricordate?), Area. Alcune cose interessanti nell’Europa del nord (Olanda, Danimarca), e poco altro.
Come per tanti generi musicali, e’ difficile assegnare limiti precisi anche a questo movimento, che racchiude influenze che spaziano dall’hard rock, al jazz, passando per la musica classica. Proprio quest’ultimo elemento puo’ però servirci come chiave di lettura iniziale per delineare meglio il genere. Spesso infatti gli album sono composti da lunghe suite, spesso anche solo musicali, che riprendono gli stilemi della musica classica . In alcuni casi vengono addirittura riproposte in chiave elettrica famose opere (gli Egg ripropongono una favolosa versione della Fuga in Do Minore di Bach). Si capisce quindi che nel progressive rock viene dato molto spazio al virtuosismo dei componenti della band. Purtroppo a volte virtuosismi fine a se stessi, una mera dimostrazione di “muscoli”, che purtroppo lasciano poco spazio al vero talento musicale, come spesso dimostrano le composizioni di Emerson, Lake e Palmer (ma questo e’ un parere personale). Spesso i brani sono incentrati su virtuosismi delle tastiere che diventano il vero strumento solista, scalzando la storica supremazia delle chitarre. Viene infatti fatto largo uso di sintetizzatori e moog.
Ma questa non è una regola, tant’è infatti che troviamo formazioni interessantissime che fanno largo uso di ottoni ( i Catapilla, i Nucleus di Ian Carr…) o chi preferisce usare il flauto: i Jethro Tull vi dicono qualcosa? Sono comunque tante le formazioni che rimangono legate ad una impostazione rock, con gran sfoggio di chitarre: i primi Deep Purple, Warhorse, Toad. Questi sono ai limiti del progressive, già con un piede (abbondante) nell’hard rock.
Un’altra componente della musica Prog sono le ambientazioni favolistiche e fantastiche. Si intrecciano storie di fate, gnomi, folletti, battaglie epiche e spaziali. Nell’album Mirage dei Camel trovano posto brani di ispirazione Tolkieniana. Possiamo dire che c’e’ un piccolo universo fantasy con la sua colonna sonora. Nascono saghe mitico-comiche, come quella di Zero the Hero, cantata dai Gong: il nostro supereroe viaggia a bordo di una teiera volante! Non a caso uno dei locali storici in cui tanti gruppi progressive si esibivano si chiamava Middle Heart (la terra di mezzo narrata da Tolkien). Una classica immagine del mondo progressive e’ quella rappresentata sulla copertina dell’album-capolavoro In the Land of Grey and Pink dei Caravan.

In the Land of Gray and Pink - Caravan
Il movimento progressive ci ha dato regalato anche alcune delle piu’ belle copertine della storia della musica. Considerando che all’epoca esistevano solo i vinili, ci troviamo davanti a veri e propri quadri. Tra le mie preferite abbiamo:
la dolorosa copertina di First Utterance dei Comus, che ci presentano un Prog folk dalle atmosfere spettrali

First Utterance - Comus

Acquiring the Taste - Gentle Giant
la copertina del primo e omonimo album dei Greenslade, disegnata dall’artista Roger Dean, autore della maggior parte delle copertine degli Yes e di tanti altri gruppi (soprattutto progressive)

Greenslade - Greenslade


Nuda - Garybaldi

In the Court of the Crimson King - King Crimson
marzo 27th, 2009 at 18:24
Cazzo non so che dire… la metà dei gruppi che hai citato non li ho assolutamente mai sentiti! Dovrò assolutamente documentarmi.
Fichissima la copertina dei Garybaldi… un po’ meno fico il nome che mi ricorda il tizio dei takethat!
marzo 27th, 2009 at 20:12
Ho cercato di mettere i gruppi che meglio rappresentano questo movimento. Quindi in mezzo a personaggi che hanno fatto la storia del rock, troviamo gente sconosciuta, che magari ha fatto solo un disco prima di sparire. Però credo di aver fatto una bella panoramica. Ovviamente ci sono tantissimi altri gruppi che potrei citare, ma vi risparmio: potreste addormentarvi.
marzo 28th, 2009 at 12:27
Eccellente post , hai citato nomi veramente sconosciuti ai più , a parte i mostri sacri del genere.
Ultimamente mi sono leggermete allontanato da questo genere che ho ascoltato veramente tanto , ma mi è tornata veramente voglia di recuperare.
Complimenti , alla prossima.
aprile 13th, 2009 at 10:13
[...] Mac Mazzieri: no, non è della Apple. Girovagando per l’immensa rete internet non ho trovato molto su questo fantastico artista Pavullese (MO), che tra le altre cose, ha anche disegnato la copertina di un album “Uomo di Pezza” delle Orme, esponenti del progressive rock italiano. Mi è bastato questo per decidere che, in quanto artista di nicchia, deve essere adottato dalla comunità nerdsopoliana, e decidere di scriverne subito un articolo, spinto anche dal precedente articolo dello Zobo sulla musica progressive. [...]