Buon compleanno 128K!
Cari amici, questo articolo vuole essere un augurio ed un elogio al Macintosh 128K che vedeva la luce il 24 Gennaio del 1984, esattamente 25 anni fa…
Non sono un fan della Apple, anzi, sono molto critico verso la sua politica commerciale, ma sono ugualmente capace di apprezzarne la qualità dei prodotti (avete mai aperto un Power Mac?!?!), lo studio del design e diverse sue innovazioni, prima tra tutte il mitico 128k!
Le caratteristiche hardware di questo gioiello mi hanno sempre affascinato:
Tipologia: PC All-in-one
CPU: Motorola 68000, microprocessore di tipo CISC
Frequenza CPU: 8 MHz
Cache: 500 KB
ROM: 64 KB
Bus: 8 Mhz
RAM: 128 KB
Video: 9″ monocromatico, risoluzione 512×384
Audio: scheda integrata, mono, 8 bit
Connettori: mouse, tastiera, stampante, modem, cuffie.
Memoria interna: nessuna
Drive: Floppy da 3,5″, capienza 400 KB
Ora dobbiamo tenere conto che per l’utenza “consumer”, dal 1982 era presente sul mercato il C64 (il 128 uscì nel 1985) con il seguente hardware:
CPU: MOS Technology 6510
Frequenza CPU: 0,98 MHz (anche se erano presenti due coprocessori)
Cache: 500 KB
ROM: 20 KB
RAM: 64 KB
Video: 16 colori, risoluzione 320×200
Audio: scheda integrata, mono, 4 bit
Memoria interna: nessuna
Drive: Nastro / Floppy da 5,25″, capienza 180 KB
Da notare che per le applicazioni professionali, erano già presenti sul mercato dal 1982 le CPU 80286 con architettura x86 e frequenze da 6Mhz a 20Mhz in grado di sfruttare fino a 16 MB di RAM (anche se la maggior parte delle macchine montava 512 KB o 1 MB).
Da questa comparativa di hardware ci rendiamo conto di come la potenza del Mac 128k non fosse nulla di rivoluzionario, ma era sicuramente maggiore di quanto offerto da un comune personal computer. Sotto questo punto di vista incominciamo però già a notare alcune idee innovative come il form factor All-in-one, tra l’altro dotato di una sorta di maniglia per poterlo spostare più facilmente (nei limiti dei sui 7kg abbondanti), una risoluzione video maggiore, il floppy da 3,5″ con una capienza ben superiore ai normali dischi da 5,25″ a singola faccia, la connessione per il modem… e il MOUSE (naturalmente a singolo tasto!).
La maggiore risoluzione del monitor e il mouse servivano per sfruttare al meglio una delle maggiori innovazioni della storia informatica che introdusse il 128K… l’ interfaccia grafica!
I più ferrati potrebbero dire che la prima interfaccia grafica comparve con la Xerox “Star” e che la stessa Apple aveva già presentato un modello, “Lisa”, che ne faceva uso, ma questi progetti furono un po’ dei buchi nell’acqua e non trovarono seguito. Fu invece il Macintosh 128K a permettere a questo nuovo sistema di interazione di diffondersi nelle case, a far conoscere icone, finestre, cartelle e cestino, a far capire agli altri produttori di sistemi operativi che era il momento di evolversi… ed ecco che l’anno successivo la Microsoft presenta Windows 1.0!

Vi lascio, come mio solito, con qualche curiosità:
- Steve Jobs era un fissato della dissipazione passiva, insomma odiava le ventole! Il 128K quindi era privo di sistemi di raffreddamento attivi e di conseguenza risultava estremamente silenzioso… ma forse troppo! A causa di questa scelta infatti, si registrarono altissime percentuali di guasti per surriscaldamento dei componenti elettronici del 128k! Solo con l’uscita di Jobs dalla Apple fu possibile, per gli ingegneri, montare le ventole nei Mac.
- Con il sistema venivano fornite in bundle due applicazioni: MacPaint e MacWrite.
- Il Mac 128K, pur avendo una buona diffusione, non registrò vendite elevatissime per via del prezzo piuttosto alto ( $2,495) (incredibile!), per questo motivo il 1° settembre 1987 venne lanciato il modello 512Ke, con un prezzo più contenuto e qualche aggiornamento dal punto di vista hardware (512 Kb di ram e floppy da 800 KB).
gennaio 24th, 2009 at 18:00
Beh, aveva la maniglia, dunque era un “portabile”! Del resto lo dice il Mac stesso durante la presentazione: “Never trust a computer you can’t lift”.
gennaio 26th, 2009 at 19:27
2495$?!?!?!?
Nel 1984?!?!?
‘sticazzi!