Resta di stucco, è un barbatrucco!
Questa frase, oramai entrata nel lessico famigliare di ciascun italiano, mi riporta ad un mondo di bambino che stavo dimenticando. Eppure quando tornavo a casa da scuola, oppure quando mi svegliavo prima di tutti la domenica mattina, o ancora quando stavo a casa con la gamba ingessata, quello era uno dei tanti mondi meravigliosi che frequentavo. In uno di questi mondi incontravo sempre i Barbapapà. Ma da quando ho cominciato ad appassionarmi di più al mondo reale, e la tv si è fatta un mondo poco interessante, tante delle cose del mondo animato andavano sbiadendo. Tuttavia, grazie ad un incontro fortuìto con un distributori di giochi per bambini (anche grandi), ho preparato un posto della mia memoria, ho rinforzato la struttura con un po’ di nozioni da Wikipedia (Barbapapà) e infine etichettato il cassettino con un bel “Per le generazioni future”:
I barbapapà sono delle creature aliene nate, in maniera non meglio precisata, dalla terra, in un giardinetto di una casa di provincia. All’inizio c’era solo questa enorme pera di colore rosa e sorridente, che suscita non poco timore negli abitanti adulti della casa, mentre viene accolto con gioia dai due bambini, di cui diventa il principale compagno di giochi. Egli infatti ha una fantastica abilità che gli consente di rimodellare il suo corpo a piacimento (il barbatrucco di cui il titolo).
Come sanno fare i migliori autori di cartoni animati, anche quelli dei Barbapapà hanno saputo trasmettere, attraverso le loro creature, degli insegnamenti importanti. Il fatto di essere praticamente degli hippy vissuti tra la Francia e gli Stati Uniti ha probabilmente reso naturale per la coppia che li ha inventati instillare una morale forte di integrazione delle diversità nel tessuto sociale. I Barbapapà infatti sono inzialmente degli emarginati, che spaventano le persone, ma tramite l’aiuto dei bambini, che ne colgono senza pregiudizi gli aspetti migliori, riescono a farsi accettare nella società.
Devo dire altro? Per me è fantastico. A presto, per altre mille avventure!

dicembre 1st, 2008 at 13:05
eheheh
il mio preferito rimane Barbabarba.