Preso dall’euforia del vuoto cosmico di Modena in questi giorni, ho ripreso un discorso che avevo abbandonato qualche anno fa grazie ad un ottimo programma di nome Cedega.

Molti di voi probabilmente lo conoscono, si tratta di un software di emulazione del sottosistema windows in ambiente linux. In pratica premette di emulare in tutto e per tutto le componenti audio e video di un pc win e di giocare perfettamente ai giochi basati sulle DirectX anche in linux. Comodo no? Non c’è neanche bisogno di creare una macchina virtuale.

Ma veniamo all’oggetto del mio post. Negli ultimi giorni qui a nerds city abbiamo parlato molto di videogames e quindi mi sento in dovere di parlarvi di quello che, per me, è in assoluto il miglior videogioco dell’era moderna (termine vago che indica l’avvento di windows e delle directx).

Penso che sia il migliore per una serie di motivi: la storia, lo stile narrativo, la grafica e la giocabilità.

La storia, abbastanza comune in stile noir, narra a grandi linee di un investigatore che cerca di farsi giustizia in una New York corrotta. I particolari sono però gustosi: una droga di nome valchiria che ci regala momenti di psichedelia, continui flashback alla morte della famiglia del protagonista, palazzi totalmente disabitati pieni di malavitosi, una tempesta di neve… tutte cose che sicuramente, se ci avete giocato, vi avranno fatto capire di cosa si tratta.

A differenza di moltissimi altri videogiochi del genere la storia non viene raccontata (nei momenti di non-gioco) da filmati, sono invece dei fumetti “interpretati” con suoni e voci che ci danno tutte le informazioni necessarie a seguire la narrazione. Fantastico! Anche perchè i fumetti sono veramente belli in stile un po’ “grunge” e le voci sono interpretate perfettamente da attori. Come dimenticare la voce del protagonista doppiata da Giorgio Melazzi (che molti conoscono anche come comico di Zelig).


La grafica era veramente favolosa, soprattuto nel sequel. Ricca di dettagli (si può sparare a qualunque oggetto, spostarlo, aprirlo) e di effetti di luce, il gioco rimane in mente soprattutto per qualche trucchetto usato per arricchire la narrazione. Indimenticabile la scena in cui per effetto di valchiria si entra in un tunnel che si allunga man mano che si cammina!

La giocabilità è secondo me al top per un videogame in terza persona. Prendendoci un po’ la mano, usando la bullettime, si riescono a fare delle mosse favolose. A volte si entra in una stanza e si riescono ad uccidere 5 nemici senza neanche venir colpiti una volta… Unico punto dolente è che dopo un po’ il gioco risulta troppo guidato. La porta da aprire è sempre una sola, la strada da seguire pure. Lasciatemi sognare per un attimo un Max Payne dove si può liberamente girare per il livello in stile Hitman…. Ops! Ho detto il nome del gioco… ma ormai lo avevate capito, no?!

Chiudo questa breve recensione con una notizia che ho appreso proprio cercando un po’ di link per il gioco. Quest’anno uscirà probabilmente (si parla di ottobre) il film di Max Payne… non vi siete anche voi un po’ rotti le palle di vedere film basati sui videogiochi? Io decisamente si.

Evviva i divx/xvid (e chi vuol intendere intenda).