Una luce sinistra su Ryanair
Il mondo è un posto piccolo, in realtà. E’ difficile trovare qualcuno che non conosce “la raian”, la compagnia aerea pioniera dei viaggi lowcost, che, applicando semplici regole dell’economia (le classiche leggi “del buon senso”), ha scardinato le fondamenta del mercato dei viaggi aerei. Grazie a questa rivoluzione è stato possibile riempire sempre tutti i voli, consentendo ai più di considerare il mondo un posto più piccolo.
Grazie Ryan. Peccato che la favola finisca qui.
Edit 29/07: Ryanair sta attraversando effettivamente un brutto periodo, con dei pessimi risultati trimestrali, il costo del carburante che va sempre più su e una multa dell’Antitrust per pubblicità ingannevole.
L’immagine Ryan sta perdendo quella freschezza e giovialità che nei primi anni si delineava; le tariffe sono abbastanza oscure, e devi rientrare in casistiche un po’ particolari per trovare un vero risparmio (ad es. potresti essere un maestro di sci che abita ad Orio al Serio e lavora solo nei weekend e ama passare le sue vacanze nelle campagne della Greater London, oppure un bagnino di Forlì che adora passare gli inverni a corteggiare le ragazze di Nyk\u00f6ping, 100 km da Stoccolma). Le poche campagne pubblicitarie che fa sfruttano immagini altamente popolari, probabilmente le pensa lo stesso Michael O’Leary dopo l’ennesima pinta al bar con gli amici, e non si può dire che siano fini o brillanti, divertenti o accattivanti (vedi le recenti immagini con Bruni/Sarkozy e Bossi).
Ma l’ultima novità di Ryan mi ha colpito direttamente al cuore.
Per visualizzare l’elenco delle destinazioni su cui opera Ryanair devi per forza installare un plugin per il tuo browser, sviluppato dalla Microsoft, dal nome di Silverlight. E se non sapete cos’è Silverlight vi basti pensare a Flash, un framework che consente di incorporare (o sostituire interi siti web) animazioni interattive nelle pagine web. Le differenze tra i due sono pressochè nulle (totalmente nulle ai miei occhi, ma magari mi perdo qualcosa), se non che un abbozzo del Flash Player viene sviluppato anche per Linux, mentre di Silverlight se ne vede solo l’ombra.
I più si chiederanno: che bisogno c’è di foraggiare la Microsoft con un qualcosa che copia Flash in tutto e per tutto, aggiungendo altri non-standard al web? Libera concorrenza, verrebbe da dire, ma forse non avete mai parlato con un qualsiasi sviluppatore web, il quale piange appena nominate Internet Explorer, e sviene se aggiungete “cinque punto cinque”. Per avere una idea dell’anarchia che regna, vogliate dare una occhiata veloce al sito di Peter Paul Koch, che presenta una tabella con le incompatibilità dei vari browsers. Il problema è che la libera concorrenza va bene, ma se ciascun cliente (in questo caso utenti internet) viene “catturato” da una sola ditta che, sfruttando posizioni di predominanza (ottenuta non per merito: Internet Explorer viene incluso con Windows, ma non perchè IE è il miglior browser in circolazione!), costringe gli altri venditori (in questo caso fornitori di servizi web) a scapicollarsi per fornire i suoi stessi servizi in maniera adeguata ai clienti rinchiusi dalla ditta di cui prima, allora questa situazione non è “libera” ma “anarchica”. Considerando che da millenni (in tempo Internet
) esiste un organismo di regolamentazione degli strumenti di fruizione di contenuti web mi sembra chiaro che c’è qualcuno che gioca sporco.
agosto 1st, 2008 at 16:37
se vobeh mo’c du maraaaaaaaaun!